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I disegni di legge presentati dal senatore Lucio Malan e dal senatore Luca Pirondini, con relatrice la senatrice Ella Bucalo, rappresenta uno dei passaggi parlamentari più significativi degli ultimi anni per il sistema AFAM. Non si tratta infatti di interventi isolati o episodici, ma dell’approdo legislativo di un percorso politico e istituzionale maturato nel corso dell’Affare assegnato n. 372 sullo stato di attuazione della riforma dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica. L’Affare assegnato n. 372 ha costituito, di fatto, il primo momento di ricognizione sistematica sullo stato reale dell’AFAM a venticinque anni dalla legge 508/1999. Nel corso delle audizioni svolte dalla Commissione Cultura del Senato sono stati ascoltati sindacati, rappresentanze istituzionali, consulte studentesche, conferenze dei direttori, presidenti delle istituzioni e associazioni di categoria, tra cui anche l’ANDA. La risoluzione finale approvata dalla Commissione ha evidenziato con chiarezza una serie di criticità ormai strutturali: l’incompleta equiparazione tra AFAM e università, la frammentazione del reclutamento, il permanere di un sistema contrattuale distinto da quello universitario, l’assenza di un pieno riconoscimento della ricerca artistica e scientifica, le problematiche relative ai dottorati, alla governance e al diritto allo studio. In questo quadro si inseriscono oggi i due provvedimenti parlamentari. Il DDL Pirondini appare il più organico e sistematico sul piano ordinamentale. Esso affronta direttamente il nodo dell’equiparazione giuridica ed economica dei docenti AFAM rispetto ai professori universitari, proponendo il superamento del comparto contrattuale separato e il riconoscimento del personale docente in regime di diritto pubblico. Il provvedimento interviene inoltre sulla ridefinizione dei titoli accademici, sul riconoscimento delle istituzioni AFAM quali enti di ricerca e sul consolidamento della collocazione dell’AFAM nel sistema dell’istruzione superiore europeo. Si tratta di un’impostazione che recepisce molte delle questioni emerse durante l’esame dell’Affare assegnato n. 372 e che tenta di affrontare il problema non più attraverso interventi settoriali, ma mediante una revisione complessiva dell’assetto normativo del comparto. Il DDL Malan si colloca invece in una prospettiva maggiormente orientata al rafforzamento istituzionale e funzionale del sistema, con particolare attenzione agli strumenti di governance, alla valorizzazione del ruolo culturale delle istituzioni AFAM e alla loro integrazione nelle politiche nazionali della formazione superiore e della ricerca. Pur con differenze di impostazione politica e tecnica, entrambi i provvedimenti condividono un presupposto fondamentale: l’attuale assetto dell’AFAM non può più essere considerato una riforma compiuta. La scelta della Commissione di avviare la trattazione in sede referente assume pertanto un significato politico preciso. Dopo anni di interventi frammentari, il Parlamento sembra riconoscere la necessità di affrontare il tema AFAM in modo organico e strutturale. La nomina della senatrice Ella Bucalo quale relatrice appare inoltre indicativa della volontà di accompagnare il confronto parlamentare attraverso un lavoro di sintesi politica e tecnica capace di tenere insieme le diverse sensibilità presenti in Commissione. Il punto centrale della discussione riguarda oggi la collocazione dell’AFAM nel sistema pubblico dell’istruzione superiore. A distanza di oltre venticinque anni dalla legge 508/1999, permane infatti una condizione di incompiuta transizione: le istituzioni AFAM rilasciano titoli accademici equipollenti, svolgono attività di ricerca, partecipano ai programmi europei, attivano dottorati e progetti PRIN, ma continuano a operare entro un quadro normativo e giuridico che non riconosce pienamente la loro natura accademica. Da questo punto di vista, il passaggio dall’Affare assegnato n. 372 alla discussione dei DDL Malan e Pirondini segna una trasformazione importante: il tema AFAM esce definitivamente dalla dimensione meramente amministrativa per entrare pienamente nel terreno della politica legislativa nazionale. Il confronto parlamentare che si apre nelle prossime settimane sarà dunque decisivo non soltanto per il personale docente e tecnico-amministrativo, ma per l’intera idea di alta formazione artistica nel nostro Paese. Le questioni sul tavolo – equiparazione, ricerca, governance, reclutamento, programmazione e valutazione, diritto allo studio, internazionalizzazione e valorizzazione del patrimonio – riguardano infatti la capacità dell’Italia di riconoscere nelle istituzioni AFAM non un comparto residuale, ma una componente strategica del sistema culturale e della produzione della conoscenza contemporanea. È possibile consultare il resoconto integrale della prima discussione svoltasi il 26 maggio 2026 presso la 7ª Commissione permanente del Senato, relativa all’avvio della trattazione in sede referente dei provvedimenti in materia AFAM, al seguente indirizzo: https://www.senato.it/show-doc?leg=19&tipodoc=SommComm&id=1507517&idoggetto=0&part=doc_dc-sedetit_isr%3A2 |