Il Consiglio dei Ministri ha approvato il cosiddetto decreto-legge PA, recante disposizioni urgenti in materia di pubbliche amministrazioni, all’interno del quale è contenuto un intervento di particolare rilievo per il sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica: il riconoscimento della denominazione di “laurea” per i titoli AFAM di primo livello e di “laurea magistrale” per quelli di secondo livello.
La disposizione è contenuta nell’articolo 6, dedicato alle Disposizioni urgenti per la valorizzazione del sistema della formazione superiore e della ricerca, e modifica direttamente l’articolo 2, comma 5, della legge 21 dicembre 1999, n. 508, sostituendo le parole: «specifici diplomi accademici di primo e secondo livello, nonché di perfezionamento» con le seguenti: «lauree e lauree magistrali, nonché diplomi di perfezionamento».
Il provvedimento stabilisce inoltre che, in tutte le disposizioni normative nelle quali ricorrono le parole “diplomi accademici di primo e secondo livello”, queste debbano essere intese come riferite alle nuove denominazioni di “lauree e lauree magistrali”. Non si tratta, dunque, di una semplice modifica terminologica o di un cambiamento meramente simbolico. L’intervento incide direttamente sulla legge che ha riformato e istituito il sistema AFAM, riconoscendo in modo più chiaro e immediato la natura dei percorsi formativi erogati dalle istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica.
I diplomi accademici AFAM di primo e secondo livello possiedono già da tempo un valore corrispondente, rispettivamente, ai titoli di primo e secondo ciclo della formazione superiore. Tuttavia, il mantenimento della denominazione di “diploma accademico” ha continuato a generare, soprattutto al di fuori del sistema AFAM, ambiguità e difficoltà di comprensione, non rendendo immediatamente riconoscibile il livello effettivo della formazione acquisita.
La nuova denominazione contribuisce pertanto a superare una persistente discrasia tra il valore sostanziale dei percorsi AFAM e la loro rappresentazione terminologica. Il termine “diploma”, infatti, viene spesso associato, nel linguaggio comune e in numerosi contesti professionali e internazionali, a percorsi di istruzione secondaria o a forme di formazione non assimilabili all’istruzione superiore, con il rischio di una sottovalutazione del livello accademico raggiunto dagli studenti delle istituzioni AFAM.
Per l’ANDA questo risultato assume un significato particolare. L’Associazione si è battuta fin dai primi anni della propria attività affinché fosse superata l’attuale denominazione di “diploma accademico di primo livello” e “diploma accademico di secondo livello”, ritenuta non più pienamente adeguata a rappresentare la collocazione effettiva dell’AFAM nel sistema nazionale e internazionale della formazione superiore. La questione era già stata formalmente posta dall’ANDA durante l’incontro con l’allora Ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, il 29 settembre 2021, e successivamente ripresa attraverso documenti, lettere aperte, interlocuzioni istituzionali e proposte rivolte al Ministero e alle forze politiche.
Nel documento dell’ANDA dedicato alla “Denominazione dei titoli AFAM: una battaglia culturale necessaria”, l’Associazione aveva sottolineato come la questione non potesse essere considerata una semplice rivendicazione nominalistica. La denominazione dei titoli rappresenta infatti un elemento fondamentale per la loro riconoscibilità da parte degli studenti, delle famiglie, delle istituzioni, del mondo del lavoro e dei contesti internazionali. La richiesta dell’ANDA nasceva dalla consapevolezza che il pieno riconoscimento del sistema AFAM non potesse prescindere anche da un linguaggio coerente con il livello della formazione erogata e con la collocazione dell’AFAM all’interno del sistema nazionale dell’istruzione superiore.
In questo percorso deve essere riconosciuto anche il significativo contributo del Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale (CNAM) che, negli ultimi anni, ha più volte sostenuto la necessità di una più chiara e pienamente riconoscibile denominazione dei titoli rilasciati dalle istituzioni AFAM. Sotto la guida della Presidente Giovanna Cassese, il CNAM ha dedicato particolare attenzione a questa tematica, contribuendo a mantenere alta l’attenzione istituzionale sulla necessità di superare una denominazione ormai non più pienamente rispondente alla natura, al livello e al valore dei percorsi dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica. Il risultato oggi raggiunto è quindi il frutto di un percorso lungo e articolato, costruito attraverso il confronto tra le istituzioni, il Ministero, il Parlamento, gli organismi di rappresentanza e le associazioni del settore.
L’ANDA accoglie con grande soddisfazione questo importante passaggio e riconosce il valore dell’impegno istituzionale che ha consentito di giungere a un risultato atteso da oltre venticinque anni. Un risultato al quale hanno contribuito, negli ultimi anni, anche l’azione del CNAM sotto la Presidenza di Giovanna Cassese, il lavoro delle istituzioni AFAM e il costante impegno anche dell’ANDA.
Dopo anni di impegno, una battaglia culturale anche dell’ANDA trova finalmente un importante riconoscimento nell’ordinamento italiano.












