ANDA Associazione Nazionale Docenti AFAM

Webinar
venerdì 28 maggio 2021 ore 18:00

AFAM e terzo livello: stato e prospettive

Introduce e modera

Antonio Caroccia
Presidente dell’Associazione Nazionale Docenti AFAM

Intervengono

Paola Frassinetti
Vicepresidente VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati

Michele Nitti
VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati

Biagio Marzo
Esperto della VII commissione Istruzione, Beni culturali, Ricerca del Senato della Repubblica

Gianluca Cerracchio
Direttore generale AFAM-MUR

Michele Covolan
Dirigente AFAM-MUR

Giuseppe Ilario
Esperto AFAM-MUR

Carlo Mazzini
Presidente della Conferenza Nazionale degli Studenti degli Istituti Superiori di Studi Musicali

Irene Sperduti
Presidente della Conferenza Nazionale degli studenti delle Accademie e ISIA

Giovanna Cassese
Presidente della Conferenza Nazionale dei Presidenti e Direttori ISIA

Giuseppe Carmine Soriero
Presidente della Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Accademie

Raffaello Vignali
Presidente della Conferenza Nazionale dei Presidenti dei Conservatori di Musica

Antonio Bisaccia
Presidente della Conferenza Nazionale dei Direttori delle Accademie

Antonio Ligios
Presidente della Conferenza Nazionale dei Direttori dei Conservatori di Musica

È possibile seguire il webinar in diretta sulla pagina YouTube e Facebook
dell’Associazione Nazionale Docenti AFAM

Scarica la locandina….

Tra gli effetti più immediati e tangibili della Legge di riforma n. 508 del 1999, che equiparava il sistema di insegnamento delle arti comprendente i Conservatori di Musica, le Accademie di Belle arti, l’Accademia Nazionale di Arte drammatica, l’Accademia Nazionale di danza e gli Istituti Superiori per le Industrie artistiche alla formazione superiore al pari delle Università vi era anche quello della ricerca: «le istituzioni AFAM sono sedi primarie di alta formazione, di specializzazione e di ricerca nel settore artistico e musicale» (art. 2, comma 4, legge 508/1999). Nella recentissima legge n. 12 del 2020 che istituisce il Ministero dell’Università e della Ricerca, in più punti si fa riferimento alla ricerca in campo artistico. In particolare, al MUR sono attribuite le funzioni e i compiti spettanti allo Stato in materia di ricerca scientifica, tecnologica e artistica con la valorizzazione e il sostegno della ricerca libera nelle università e negli enti di ricerca e nelle istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica. A tutt’oggi però i Dottorati di ricerca nell’AFAM sono una chimera. Proprio al problema del livello di formazione alla ricerca, che lascia l’AFAM amputata di un ruolo essenziale persino per la crescita del sistema Italia (abbiamo il numero di dottorati più basso d’Europa, in rapporto alla popolazione) è dedicato il webinar che l’Associazione Nazionale Docenti AFAM promuove online sulle sue pagine YouTube e Facebook il prossimo venerdì 28 maggio alle ore 18:00. Si intitola “AFAM e terzo livello: stato e prospettive”, e vuole porsi come stimolo per la risoluzione di questo problema annoso.


ANDA
Associazione Nazionale Docenti AFAM

Proprio sul finire del secolo scorso, nel 1999, il sonnacchioso mondo dei Conservatori di Musica, delle Accademie di Belle Arti, dell’Accademia nazionale di Danza, dell’Accademia nazionale d’Arte drammatica, degli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche – AFAM in una parola, Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica – attraversò quella che sembrava essere una rivoluzione. La legge 508 del 21 dicembre 1999 ambiva a portare le scuole di musica e d’arte italiane al livello di quelle europee, ripensandone i piani e i modelli di studio, e avvicinandole all’Università, così come era prassi all’estero da tempo.

A distanza ormai di 22 anni, pochissimo è stato fatto, e quella che doveva essere una rivoluzione si è rivelata soltanto una facciata. Il cosiddetto Vecchio Ordinamento – le vecchie modalità del percorso di studio – è ancora lì che resiste, chissà fino a quando. Il Nuovo Ordinamento ha mantenuto lo stato “sperimentale” fino a due anni fa. Lo sbocco naturale della riforma – l’Università – è un miraggio sotto tutti i punti di vista: niente fondi per la ricerca, niente equiparazione né per i docenti né per i titoli degli studenti. Una bella idea lasciata a marcire in mezzo a un guado, come tante cose in Italia.

Per questo adesso nasce ANDA, Associazione Nazionale Docenti AFAM. Non è un sindacato: è un movimento che nasce dal basso, dai docenti prigionieri di un meccanismo inceppato e di una riforma mai veramente compiuta che vogliono mettere mano al loro futuro e al futuro dei loro insegnamenti. Viviamo un frangente temporale in cui un virus ha silenziato la musica e l’arte in tutto il mondo: ma la ripresa avverrà presto e dobbiamo farci trovare preparati, battendoci sin d’ora – anzi approfittando di questo momento di calma apparente – per migliorare le nostre condizioni di lavoro e le prospettive di impiego degli allievi che a noi si affidano con fiducia. Per questo abbiamo elaborato uno statuto in cui mettiamo in chiaro che vogliamo:

1) rappresentare e tutelare sul piano professionale e culturale i docenti dell’Alta Formazione Artistica Musicale (AFAM), al fine di migliorarne le condizioni professionali, giuridiche ed economiche e il prestigio sociale;

2) valorizzare la formazione AFAM in tutti i livelli, dalla selezione iniziale all’abilitazione, dal reclutamento a tempo determinato o indeterminato alla progressione di carriera, e promuovere lo stato economico e giuridico universitario dei docenti che valorizzi la loro professionalità;

3) contribuire ad affermare la dimensione europea della ricerca artistica favorendo lo scambio di idee ed esperienze e il confronto tra i diversi modelli organizzativi;

4) promuovere l’organizzazione di iniziative volte ad estendere le conoscenze professionali dei docenti e a favorirne il perfezionamento professionale e culturale;

5) tutelare gli interessi etico-morali, professionali, giuridico-normativi ed economici, singoli e collettivi degli associati, attraverso l’organizzazione di iniziative culturali;

6) promuovere la didattica, la formazione e la cultura in ambito artistico.

Venendo al concreto, i nostri obbiettivi sono uno status giuridico-economico in linea con quello universitario; mantenimento in servizio fino ai 70 anni, come i docenti universitari; fondi per la ricerca; possibilità di rilasciare lauree effettive e possibilità di formare dottori di ricerca (terzo livello).

Lo sappiamo, chiediamo tanto. Ma sappiamo di meritarcelo, e faremo di tutto per ottenere una riforma all’altezza di quanto altrove è la normalità. Ci chiamiamo ANDA, ma siamo qui per restare.