Importanti novità in arrivo per il mondo AFAM

Il 28 maggio 2021 si è svolto il webinar AFAM e terzo livello: stato e prospettive organizzato e promosso dall’Associazione Nazionale Docenti AFAM (ANDA).

Tra gli effetti più immediati e tangibili della legge di riforma n. 508 del 1999, che equiparava il sistema di insegnamento delle arti comprendente i Conservatori di Musica, le Accademie di Belle arti, l’Accademia Nazionale di Arte drammatica, l’Accademia Nazionale di danza e gli Istituti Superiori per le Industrie artistiche alla formazione superiore al pari delle Università vi era anche quello della ricerca. Formazione ancora del tutto mancante nel mondo AFAM.

L’incontro è stato introdotto dal presidente dell’Anda, il professore Antonio Caroccia, che ha percorso le vicende della mancata attivazione di questi percorsi nell’AFAM e delle storture che nel tempo si sono stratificate ponendo nel contempo utili confronti con le istituzioni europee ove da anni i dottorati di ricerca sono entrati pienamente nel sistema formativo.

L’onorevole Paola Frassinetti, vicepresidente della VII Commissione Cultura della Camera, ha ricordato come da 3 anni la commissione Cultura si stia impegnando per risolvere il problema dei dottorati nell’AFAM, e come l’AFAM sia a stento citata dal PNRR.

L’onorevole Michele Nitti, componente della suddetta commissione, ha evidenziato la necessità di un allineamento del comparto AFAM a quello universitario, un percorso non più rinviabile, e di aver presentato con l’onorevole Carbonaro un subemendamento alle attuali norme in materia di reclutamento, dottorato di ricerca e personale delle università e degli enti pubblici di ricerca in discussione alla Camera dei Deputati con la denominazione corretta di Dottorati di ricerca per il mondo AFAM e approvato dalla Commissione.

L’onorevole Biagio Marzo, esperto della VII commissione Istruzione del Senato della Repubblica, ha descritto la legge 508 come ormai asfittica, superata dai tempi e non funzionale. L’AFAM è ormai — secondo le sue parole — la «cenerentola del MUR»: essendo il settore più piccolo che ricade nelle competenze del ministero è dominato da logiche sindacali. La gestione tripartita della governance —presidente, direttore, direttore amministrativo — è poi un ulteriore problema che rende difficile la gestione delle istituzioni.

Il dottor Gianluca Cerracchio, direttore generale AFAM-Mur, ha però spezzato una lancia a favore della legge 508. Essendo una legge priva al suo interno di indirizzi specifici è di conseguenza una legge particolarmente flessibile, che si presta agli adattamenti. Ha fatto notare come questo sia un momento particolarmente favorevole per l’AFAM, che sta ricevendo finalmente le stesse attenzioni dell’Università sia dal Ministero che dal Parlamento: si pensi ai recenti provvedimenti degli ampliamenti degli organici, il passaggio dei docenti dalla seconda alla prima fascia, la ricostituzione del CNAM, gli interventi in materia edilizia. È in dirittura d’arrivo la graduatoria nazionale 205bis per i precari e soprattutto c’è la volontà da parte del Ministero di coprire tutte le cattedre all’inizio dell’anno accademico. I Master attivati dalle istituzioni non statali saranno, ad esempio, sottoposti a verifica dalla commissione ordinamenti e dall’Anvur. Si sta lavorando al DPR sulla programmazione e la valutazione delle istituzioni AFAM. Si sta pensando all’introduzione di figure specifiche per la ricerca come assegnisti di ricerca e ricercatori a tempo indeterminato, con possibilità poi di diventare docenti di prima fascia, tutto ciò dovrebbe avvenire nel DPR 143 sul reclutamento. Si lavora poi al DPR sulla programmazione e gli sbocchi con un lavoro di analisi, in maniera che il sistema AFAM possa assicurare quella qualità nel servizio pubblico all’istruzione artistica. Inoltre ha commentato positivamente la larga partecipazione delle istituzioni AFAM ai Progetti di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN), che hanno presentato 45 progetti. Di essi, 13 vedono le istituzioni AFAM come capofila.

Il dottor Michele Covolan, dirigente AFAM-Mur, ha evidenziato come finora la fisiologia del sistema AFAM sia stata patologica, con organici che non si riusciva a completare per l’inizio dell’anno accademico. Dal prossimo anno si porrà rimedio a tale annoso problema, per non parlare del già prestabilito ampliamento degli organici. Per far questo è necessario attivare fin da subito alcune procedure: la prossima settimana sarà pubblicata l’ordinanza per la mobilità dei docenti, a seguire il bando per le graduatorie nazionali, ossia la 205bis, attualmente l’unico modo per nominare i docenti dell’AFAM in attesa del DPR sul reclutamento che conterrà le nuove figure di ricercatore e assegnista di ricerca e soprattutto l’introduzione dell’abilitazione artistica nazionale che porta l’AFAM a pieno titolo nel mondo del reclutamento dell’alta formazione italiana. Importanti saranno anche gli elementi di flessibilità, come la possibilità di cambiare per i docenti il settore artistico disciplinare con la mobilità orizzontale per i professori.

Antonio Caroccia, presidente dell’ANDA-Afam, a questo punto ha ricordato l’importanza delle infrastrutture per la ricerca, cioè le biblioteche e gli uffici per la presentazione dei progetti, attualmente mancanti in ogni istituzione.

Il maestro Giuseppe Ilario, esperto AFAM del MUR, è intervenuto sull’aspetto didattico, ricordando che ha senso parlare di terza missione soltanto laddove la filiera sia completa. Inoltre, ha fatto presente che al momento gli studenti hanno un carico di materie e di ore di presenza in istituto che non consentono loro la pratica quotidiana dello strumento.

Carlo Mazzini, Presidente della Conferenza Nazionale degli Studenti degli Istituti Superiori di Studi Musicali, e Irene Sperduti, Presidente della Conferenza Nazionale degli studenti delle Accademie e ISIA, hanno parlato il primo della mancata equiparazione — dovuta anche alla mancanza del dottorato nell’AFAM — degli studenti AFAM a quelli universitari; la seconda del riconoscimento della ricerca in ambito artistico.

La professoressa Giovanna Cassese, Presidente della Conferenza Nazionale dei Presidenti e Direttori ISIA, ha coniato il termine “ricerca clandestina” per il molto che già si fa nell’AFAM, e che ha soltanto bisogno di essere ufficializzato; il professore Giuseppe Carmine Soriero, Presidente della Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Accademie, ha ricordato come vanno riformulati i percorsi di formazione in virtù degli sbocchi di lavoro ove la “cerniera” della ricerca è un aspetto fondamentale. L’onorevole Raffaello Vignali, Presidente della Conferenza Nazionale dei Presidenti dei Conservatori di Musica, ha puntato il dito contro la mancata valutazione dell’attività di ricerca dell’AFAM, e contro la mancanza di uffici dedicati, laddove nelle Università esistono, e il rapporto tra docenti e personale non-docente sfiora la parità. Il professore Antonio Bisaccia, Presidente della Conferenza Nazionale dei Direttori delle Accademie, ha ricordato che la recente attenzione del MUR verso l’AFAM vada fatta risalire al precedente ministro, Gaetano Manfredi, il quale ritiene la creatività prima ancora della tecnica il motore del cambiamento. Bisaccia ha auspicato per i prossimi anni una riprogettazione dell’AFAM anche per la formazione terzaria.

Su invito del Presidente dell’ANDA Antonio Caroccia è intervenuto Gianluca Ceracchio per ricordare che si va delineando il regolamento sul sistema AFAM, come pure quello sull’abilitazione artistica nazionale e che esiste già l’impalcatura della 508 che deve soltanto essere adattata ai nuovi orientamenti. Infine, il professore Antonio Ligios, Presidente della Conferenza Nazionale dei Direttori dei Conservatori di Musica ha ripercorsi i nodi della questione facendo presente che all’AFAM spettano sfide importanti e innovative. Ha fatto poi presente come per i progetti PRIN, ove si sono per la prima volta affacciate anche le istituzioni AFAM, non siano presenti esperti AFAM nei comitati per la loro valutazione.

 

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