Lettera alla Ministra Messa

Gentile Ministra,
da tempo abbiamo fatto presente a Lei e ai suoi collaboratori la disparità di trattamento e la sperequazione stipendiale che intercorre tra l’AFAM e l’Università. I dati oggettivi e incontrovertibili che Le abbiamo inviato con la relazione tecnico-economica del 26 luglio u.s. non lasciano dubbi. In questi mesi, attraverso le costanti interlocuzioni che abbiamo avuto con Lei e con i Suoi collaboratori, abbiamo avuto modo di apprezzare il lavoro svolto dai Suoi uffici. Lei stessa, nelle dichiarazioni rilasciate al Sole 24 Ore il 15 luglio 2021, affermava che l’AFAM è «un gioiello per l’Italia. Ora dobbiamo portarlo alla pari dell’Università, sia per chi lavora sia per gli studenti». Lei stessa, nel nostro recente incontro da remoto del 29 settembre u.s., ci ha ribadito di voler porre grande attenzione a questi temi, in particolare concordando sulle nostre osservazioni in merito al trattenimento in servizio dei docenti AFAM, che dovrebbe essere portato fino ai settant’anni come per i colleghi universitari. In questi mesi abbiamo lavorato alacremente sia con i suoi collaboratori sia con la parte politica, affinché fossero date delle risposte concrete a queste problematiche la cui soluzione l’AFAM attende da oltre 22 anni, ossia dalla legge 508 del 1999. Abbiamo ricevuto ampie assicurazioni sia dall’Ufficio legislativo del MUR sia da tutte le forze politiche, dalla maggioranza all’opposizione. Ciò è ampiamente dimostrabile con la presentazione di emendamenti segnalati, nella legge di bilancio 2022 AS 2448, come l’emendamento 103.17 a firma dei senatori Verducci, Cattaneo, Rampi e Mariotti (PD) con ben sei riformulazioni:

7-bis. “A decorrere dall’anno 2022, nello stato di previsione del Ministero dell’università e della ricerca, è istituito un fondo perequativo, con consistenza iniziale di 15 milioni di euro, al fine di compensare, a parità di impegno orario, la differenza di trattamento retributivo tra il personale docente delle Istituzioni di Alta Formazione Artistica e Musicale e quello delle altre istituzioni di formazione superiore. Per l’anno 2022 la consistenza del fondo è pari a 15 milioni di euro. Con legge di bilancio si provvederà annualmente alla quantificazione degli stanziamenti eventualmente necessari negli esercizi 2023 e successivi. Agli oneri derivanti dal presente comma, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2022-2024 nell’ambito del programma ”Fondi di riserva e speciali” della missione ”Fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2022, allo scopo parzialmente utilizzando, l’accantonamento relativo al Ministero dell’università e della ricerca”.

7-ter. “A decorrere dall’anno accademico 2021/2022 i professori delle Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica di cui alla legge 21 dicembre 1999 n. 508 hanno titolo, su propria richiesta, a permanere in servizio fino al termine dell’anno accademico nel quale si è compiuto il settantesimo anno di età”.

Oppure il 103.19 (testo 2) dei senatori Russo, Maiorino, Vanin, Trentacoste, Campagna (M5S):

7-bis. “Ai fini del riconoscimento delle specifiche attività svolte e della valorizzazione delle competenze necessarie al raggiungimento, da parte delle istituzioni dell’alta formazione artistica musicale e coreutica di più elevati obiettivi nell’ambito della didattica, ricerca e terza missione, nonché a fini di tutela perequativa, a decorrere dall’anno 2022, nello stato di previsione del Ministero dell’Università e della Ricerca, è istituito un fondo, con dotazione iniziale pari a 30 milioni di euro, al fine di compensare, a parità di impegno orario, la differenza di trattamento retributivo tra il personale docente delle Istituzioni di Alta Formazione Artistica e Musicale e quello delle altre istituzioni di formazione superiore”.

7-ter. “A decorrere dall’anno accademico 2022/2023 i professori delle Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica di cui alla legge 21 dicembre 1999 n. 508, hanno titolo, su propria richiesta, a permanere in servizio fino al termine dell’anno accademico nel quale si è compiuto il settantesimo anno di età”.

Quelle ampie rassicurazioni ricevute sia da parte ministeriale che politica sono svanite, ahinoi, in una sola notte nella seduta n. 497 (ant.) del 21 dicembre u.s. della V Commissione Bilancio del Senato della Repubblica (seduta conclusiva dell’esame), poiché sonoramente bocciate dal MEF e pertanto non approvate.
Ancora una volta si è persa, a nostro avviso, l’occasione di poter dare un segnale concreto ai professori dell’AFAM, che poi era quello che avevamo chiesto fin dall’inizio. Veda, Signora Ministra, quel segnale è atteso dall’AFAM da 22 anni, e Lei avrebbe in questo modo dato seguito alle Sue dichiarazioni e soprattutto dignità ad una categoria fortemente penalizzata. Potremmo dire che l’AFAM ha ricevuto l’ennesima umiliazione, un sonoro schiaffo. Non vogliamo addossare colpe a nessuno, non è nel nostro stile: siamo abituati a proporre soluzioni e non a creare problemi. Anche questa volta avevamo proposta una soluzione al Suo ufficio legislativo e si era trovata una soluzione praticabile. Purtroppo, questa strada non ha ricevuto l’approvazione del MEF per i motivi che penso Lei ben conosce. Dopo questo sonoro schiaffo non possiamo far altro che continuare a portare avanti le nostre istanze con rinnovato vigore, augurandoci che sia arrivi a sanare questo divario che ci separa ingiustamente, unici in Europa, sia sul piano economico sia giuridico dal mondo universitario: non vorremmo restare sospesi nel limbo per l’eternità. Nel contempo, però, La ringraziamo per le risorse pari a 8,5 milioni di euro stanziate in Legge di Bilancio e destinate alla valorizzazione del personale per il funzionamento amministrativo e per le attività didattiche.
I docenti AFAM avrebbero dovuto trascorrere un Natale diverso, con quel segnale che attendono da anni, tanto più che il nostro lavoro sta trascinando a una crescita impetuosa il settore, come il Ministero ha recentemente riconosciuto sulle sue pagine ufficiali <https://www.mur.gov.it/it/news/venerdi-17122021/afam-dieci-anni-69-di-iscritti>. Non disperiamo però di riuscire: siamo artisti e lo spettacolo deve andare avanti, ma non a nostre spese. Anche noi meritiamo una mercede, non soltanto gli applausi, con i quali non si mangia.
Approfittiamo di questa comunicazione per augurare a Lei e ai Suoi collaboratori Buone Feste, coll’augurio che il 2022 sia l’anno dell’AFAM.

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