ll gioco dell’oca

La recente manovra di bilancio non ha svelato grandi sorprese per l’AFAM. Da mesi si sapeva che che gran parte delle risorse sarebbero state impiegate per tamponare il “caro energia”. Come sempre ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo fatto del nostro meglio, ma questo è servito a ben poco di fronte a problemi che attanagliano il nostro Paese. Le forze politiche si sono dimostrate attenti e hanno promesso un’attenzione maggiore per il prossimo anno e confidiamo che il 2023 possa essere davvero la svolta per l’AFAM. Noi continuiamo a crederci e a batterci per un AFAM migliore e soprattutto per una piena equiparazione al mondo universitario.

Di seguito gli articoli riguardanti l’AFAM approvati nella legge di Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025:

«Ai fini del conseguimento della pensione di cui al comma 1, per il personale del comparto scuola e AFAM con rapporto di lavoro a tempo indeterminato si applicano le disposizioni di cui all’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. Il relativo personale può presentare domanda di cessazione dal servizio entro il 28 febbraio 2023 con effetti dall’inizio, rispettivamente, dell’anno scolastico o accademico» (art. 1, c. 283 n. 7).

«Al fine di consentire alle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica di garantire i servizi e le iniziative in favore degli studenti con disabilità, di cui all’articolo 12 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, degli studenti con invalidità superiore al 66 per cento nonché degli studenti con certificazione di disturbo specifico dell’apprendimento a decorrere dall’anno accademico 2023/2024, i fondi destinati al funzionamento amministrativo e alle attività didattiche delle medesime istituzioni sono incrementati di 1.000.000 di euro annui, a decorrere dall’anno 2023, per favorire la partecipazione degli studenti con disabilità ai corsi di studio, avvalendosi di docenti opportunamente formati attraverso percorsi specifici post lauream universitari come tutor accademici specializzati in didattica musicale inclusiva» (art. 1, c. 584).

Dopo i due pronunciamenti del Consiglio di Stato siamo tornati al punto di partenza, in questo gioco dell’oca che vede l’AFAM sempre indietreggiare, anche per la mancata lungimiranza di chi dovrebbe agire come forza propulsiva. Non resta che sperare in un 2023 diverso: che è quel che tutti ci auguriamo. Buon anno!

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