Per uscire dal Limbo…

Si è svolto lo scorso venerdì 8 ottobre il webinar organizzato dall’Anda (Associazione Nazionale Docenti Afam) intitolato Status giuridico ed economico dei docenti AFAM. Ad esso hanno preso parte il presidente dell’ANDA il prof. Antonio Caroccia, l’on. Michele Nitti (componente della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati), l’on. Daniela Torto (componente della V Commissione Bilancio della Camera dei Deputati), l’on. Cosimo Adelizzi (componente della V Commissione Bilancio della Camera dei Deputati), l’on. Paola Frassinetti (vice presidente della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati), l’on. Mario Pittoni (vice presidente della VII Commissione Istruzione del Senato della Repubblica), il dott. Michele Covolan, dirigente del MUR con delega sull’AFAM, la prof.ssa Giovanna Cassese (presidente della Conferenza Nazionale dei presidente e direttori ISIA), il prof. Antonio Bisaccia (presidente della Conferenza Nazionale dei direttori delle Accademie di Belle Arti).

Ha aperto la discussione il prof. Antonio Caroccia che ha ricordato le sperequazioni economiche dei docenti AFAM. La legge 508 del 1999 che istituisce l’AFAM, equiparandola all’Università, la lascia in realtà in una sorta di limbo tra l’Università e la scuola, «tra color che son sospesi». Della prima non ha né la natura pubblicistica né gli stipendi, della seconda non condivide i vantaggi riconosciutile negli anni passati (come la Carta del Docente). Il prof. Caroccia ha ricordato che se un professore universitario di prima fascia arriva a guadagnare 59.000 euro già al secondo anno di carriera, un docente AFAM tocca appena i 39.000 euro dopo ben 34 anni di lavoro, un trattamento inaccettabile e dequalificante.

Di seguito ha preso la parola l’on. Michele Nitti, esprimendosi a favore di un allineamento completo del sistema AFAM a quello universitario, che non escluda l’aspetto retributivo come finora, generando un «insostenibile ed illegittimo elemento sperequativo, nonché ostativo ad una completa attuazione della riforma 508». Non sarà possibile, ovviamente, uno spostamento sic et simpliciter da una posizione ad un’altra: per un pieno e completo passaggio anche retributivo ad una dimensione universitaria, l’AFAM dovrà garantire analoghi standard di qualità, e la qualità dovrà essere certificata dall’ANVUR, che dovrà valutare i dati in modo asettico. Tutto ciò premesso, ad oggi il disallineamento è iperbolico, con un gap che non è possibile colmare con l’ordinaria tornata contrattuale, ma richiederà uno stanziamento specifico in legge di bilancio. Il modo più semplice per cominciare ad accorciare le distanze è un intervento sull’indennità integrativa speciale, una voce fissa dello stipendio che potrebbe senza troppe difficoltà essere portata alla pari con la medesima voce dei cedolini universitari, 4.200 euro l’anno.

Sulla medesima linea di azione si è espressa l’on. Daniela Torto, che ha auspicato un impulso all’azione parlamentare che parta dal MUR e sia fatto proprio dalla Ragioneria Generale dello Stato. Il raggiungimento dell’obiettivo sarebbe un primo e concreto segnale di equità economica che smuoverebbe dopo anni le acque stagnanti di questo impasse normativo fortemente penalizzante.

L’on. Cosimo Andelizzi ha abbracciato le posizioni espresse dalla Torto, ammonendo che dopo anni di abbandono del settore è necessario un gioco di squadra di tutte le forze politiche per il raggiungimento degli obiettivi, ricordando che siamo in fase di stesura della prossima legge di bilancio. Saranno necessarie richieste specifiche del MUR, che saranno fatte proprie dalle Commissioni interessate e sostenute in fase di discussioni con emendamenti mirati, con un testo sul quale possano convenire tutte le forze politiche, grazie a un lavoro di coordinamento su cui l’ANDA si è già attivata. L’on. Andelizzi ha concluso ribadendo la propria disponibilità al raggiungimento dell’obbiettivo.

L’on. Paola Frassinetti, concordando col collega Andelizzi, è andata oltre esprimendo – viste le prese di posizione precedenti – la sensazione palpabile di essere vicini al momento in cui le diseguaglianze saranno colmate, e allo stesso modo si è espresso l’on. Mario Pittoni, che ha ricordato a tutti che la partita definitiva si giocherà al Senato, perché è da quella sede che la legge di bilancio inizierà il suo iter.

Il dott. Michele Covolan del MUR ha aperto il suo intervento parlando della distorta percezione che il pubblico ha della docenza AFAM, che sconta il pegno di essere un mondo molto più piccolo sia della scuola che dell’Università e molto meno conosciuto, se non dagli addetti ai lavori. Ha inoltre rilevato che la lentezza nell’attuazione dei regolamenti legislativi di una legge, la 508, approvata nel 1999, ha fatto sì che sia rimasti in mezzo al guado, privi sia di un’Abilitazione Artistica Nazionale, come di figure distintive dell’Università, ad esempio i ricercatori. Le differenze profonde di stato giuridico ed economico (DPR per l’Università, CCNL per l’AFAM) sono alimentate anche dal problema delle stringenti regole di assunzioni dei docenti, legate agli effettivi pensionamenti, che nell’AFAM alimenta un precariato endemico di vaste dimensioni. Il decreto sul reclutamento di prossima pubblicazione potrebbe verosimilmente risolvere tale annosa questione che certamente avvicinerebbe l’AFAM al mondo universitario.

La prof.ssa Giovanna Cassese si è detta felice nel vedere, finalmente, tante voci consenzienti a un miglioramento delle retribuzioni per l’AFAM. In tale settore i docenti, dal momento dell’approvazione della legge 508, si sono impegnati per migliorare a costo zero l’offerta formativa, in molti casi riuscendo brillantemente nello scopo, caricandosi sempre a costo zero del peso della ricerca. Il prof. Antonio Bisaccia ha ripercorso i tentativi di cambiare lo stato giuridico dei docenti AFAM che si sono susseguiti dal 2002, senza mai raggiungere lo scopo nonostante l’impegno di politici e docenti.

Il webinar è stato chiuso dal prof. Caroccia, che ha auspicato che le speranze di tanti docenti possano infine realizzarsi, portando così l’AFAM al livello delle analoghe istituzioni europee e facendolo uscire dal Limbo in cui è stato relegato suo malgrado per oltre un ventennio.

Per ascoltare il webinar clicca qui 

 

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