Il “primo cerchio che l’abisso cigne”

Il “primo cerchio che l’abisso cigne” è la definizione che Dante dà del Limbo nel quarto canto dell’Inferno della Divina Commedia. Solo un mese fa, avevamo appunto denominato “Per uscire dal Limbo…” il resoconto di un importante Webinar ANDA dedicato allo status giuridico ed economico dei docenti dell’AFAM (https://www.anda-afam.it/per-uscire-dal-limbo/). Difatti, l’8 ottobre i diversi Onorevoli e Senatori presenti all’incontro si erano espressi favorevolmente e positivamente rispetto ad un’equiparazione tra il mondo universitario e quello dell’AFAM, ad iniziare proprio da quello economico. L’Onorevole Nitti (VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati – Partito Democratico) aveva testualmente affermato che bisogna raggiungere l’obiettivo di un completo allineamento del sistema AFAM a quello universitario, compreso l’aspetto retributivo divenuto «insostenibile ed illegittimo elemento sperequativo, nonché ostativo ad una completa attuazione della riforma 508». Della stessa opinione l’Onorevole Torto (V Commissione Bilancio della Camera dei Deputati – Movimento 5 Stelle) che auspicava un intervento in seno parlamentare per un primo e concreto segnale di equità economica dopo anni di “abbandono”. L’Onorevole Cosimo Adelizzi (V Commissione Bilancio della Camera dei Deputati – Movimento 5 Stelle) nel condividere le opinioni della collega Torto, auspicava che le richieste del MUR dovessero essere fatte proprie dalle Commissioni interessate e sostenute in fase di discussioni con emendamenti mirati, con un testo sul quale possano convenire tutte le forze politiche, grazie a un lavoro di coordinamento su cui l’ANDA si è già attivata. L’Onorevole Frassinetti (Vicepresidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati – Fratelli d’Italia) confermando la disponibilità espressa dai suoi colleghi ricordava come sia arrivata l’ora di colmare le profonde diseguaglianze con il mondo universitario superando il gap economico e retributivo, opinione confermata anche dall’Onorevole Mario Pittoni (VII Commissione Istruzione del Senato della Repubblica – Lega) che ricordava come in passato le molteplici promesse e le azioni di questo tipo siano cadute spesso nell’oblio.

In questo mese l’ANDA ha sollecitato più volte – attraverso incontri e documenti – sia la parte politica che ministeriale al raggiungimento dell’obiettivo, ricordando con dati oggettivi e incontrovertibili come tra le tabelle stipendiali per il personale docente dei due mondi, ossia quello universitario e quello AFAM, vi sia un abisso.

Da qualche giorno circolano in rete bozze e documenti della prossima manovra finanziaria. A titolo esemplificativo rinviamo al documento pubblicato dall’Agenzia ANSA https://www.ansa.it/documents/1636543681311_manovra.docx In questo documento possiamo leggere i seguenti provvedimenti per il mondo AFAM:

  1. All’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, il comma 342 è sostituito dal seguente: “342. A decorrere dall’anno 2022, il rimborso delle spese sostenute, i compensi e le indennità spettanti al Presidente, al Direttore e ai componenti del consiglio di amministrazione delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, di cui alla legge 21 dicembre 1999, n. 508 sono determinati con decreto del Ministro dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, e sono a carico dei bilanci delle suddette istituzioni”
  2. Il nucleo di valutazione di cui all’articolo 4, comma 1, lettera f) del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 febbraio 2003, n. 132, è costituito con delibera del consiglio di amministrazione, sentito il consiglio accademico, ed è formato da tre componenti aventi competenze differenziate, di cui due scelti tra esperti esterni, anche stranieri, scelti dalle istituzioni seguendo i criteri e le linee guida elaborati dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Ai componenti del nucleo di valutazione è riconosciuto il diritto al compenso, a valere sulle risorse proprie delle Istituzioni, definito con decreto del Ministro dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. È abrogato l’articolo 1, comma 645, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.
  3. All’articolo 1, comma 892, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) le parole “15 milioni” sono sostituite dalle seguenti: “19,5 milioni”
    b) dopo le parole “tra le istituzioni statali di alta formazione artistica, musicale e coreutica” sono aggiunte le seguenti: “, ivi comprese, in esito ai relativi processi di statizzazione, quelle di cui all’art. 22-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96”.
  4. Ai fini del riconoscimento delle specifiche attività svolte nonché della valorizzazione delle competenze necessarie al raggiungimento, da parte delle istituzioni dell’alta formazione artistica musicale e coreutica di più elevati obiettivi nell’ambito della didattica, ricerca e terza missione, al personale di tali istituzioni, è autorizzata la spesa di 8,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2022. Con decreto del Ministro dell’università e della ricerca, da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati i criteri di riparto delle risorse di cui al presente comma tra le singole istituzioni, nonché i principi generali per la definizione degli obiettivi e l’attribuzione delle predette risorse al personale. Le singole istituzioni provvedono all’assegnazione delle risorse al personale in ragione della partecipazione dello stesso ad appositi progetti finalizzati al raggiungimento di più elevati obiettivi nell’ambito della didattica e della ricerca, nel limite massimo pro capite del 15 per cento del trattamento tabellare annuo lordo, secondo criteri stabiliti mediante la contrattazione collettiva integrativa nel rispetto di quanto previsto dal decreto di cui al secondo periodo.

Ribadiamo che il documento è una mera bozza e tale deve essere considerato. Tuttavia, diversi sono gli spunti di riflessione che genera:

– vengono ripristinati i compensi spettanti ai Presidenti delle istituzioni AFAM;

– vengono riconosciuti i diritti al compenso per i componenti dei nuclei di valutazione;

– per il personale docente sono previste risorse economiche nella misura di 8,5 milioni di euro, che saranno assegnate “premialmente” ai docenti attraverso le singole istituzioni che disporranno di queste risorse, per progetti finalizzati alla didattica e alla ricerca attraverso la contrattazione d’istituto.

Sicuramente va dato atto ai Ministeri dell’Economia e delle Finanze e dell’Università e della Ricerca dell’attenzione verso l’AFAM. Difatti, anche per quest’anno nella Legge di bilancio vengono destinate risorse per questo settore. Comunque sia, la cifra stanziata di 8,5 milioni di euro – alquanto irrisoria –, qualora fosse elargita a tutti i docenti dell’AFAM, equivarrebbe ad una novantina di euro lordi al mese. Un ennesimo schiaffo alla professionalità di questo mondo e dei docenti che si troverebbero sempre più “tra color che son sospesi…” e ora anche “in attesa di giudizio…” se queste risorse non dovessero essere distribuite “a pioggia” a tutto il personale docente ma soltanto in base ad appositi progetti.

Confidiamo che dalle parole si passi finalmente a fatti concreti e che il Parlamento nell’analisi della manovra finanziaria possa intervenire, così come annunciato pubblicamente dagli Onorevoli e i Senatori presenti al nostro incontro pubblico.

Nel frattempo, continueremo a sensibilizzare e sollecitare gli organi competenti sulla vexata quaestio.

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