C’era una volta…

C’era una volta un brutto anatroccolo che sognava di diventare un cigno. Invece, ahinoi, deve per ora rassegnarsi a restare un “brutto anatroccolo”. Ma facciamo qualche passo indietro per raccontare questa favola, che annunciamo – solo per ora – non ha un lieto fine. L’Associazione Nazionale Docenti AFAM (ANDA)  fin dalla nascita – avvenuta in aprile – tra i suoi scopi si è prefissa di migliorare le attuali condizioni economiche dei docenti AFAM e il collocamento a riposo, per chi lo desira, a settant’anni anni. In questi mesi abbiamo lavorato alacremente affinché ciò avvenisse. Nel webinar dell’8 ottobre u.s. i parlamentari di maggioranza e di opposizione avevano promesso di voler farsi carico del problema, così come anche la Ministra nell’incontro del 29 settembre u.s. Diverse, poi, sono state le interlocuzioni con il Ministero e nella fattispecie con l’ufficio legislativo del MUR e con tutte le forze politiche in Parlamento ricevendo sempre ampie assicurazioni, con la presentazioni emendamenti governativi e parlamentari anche segnalati, come il 103.17 a firma dei senatori Verducci, Cattaneo, Rampi e Mariotti (PD) con ben sei riformulazioni:

 7-bis. “A decorrere dall’anno 2022, nello stato di previsione del Ministero dell’università e della ricerca, è istituito un fondo perequativo, con consistenza iniziale di 15 milioni di euro, al fine di compensare, a parità di impegno orario, la differenza di trattamento retributivo tra il personale docente delle Istituzioni di Alta Formazione Artistica e Musicale e quello delle altre istituzioni di formazione superiore. Per l’anno 2022 la consistenza del fondo è pari a 15 milioni di euro. Con legge di bilancio si provvederà annualmente alla quantificazione degli stanziamenti eventualmente necessari negli esercizi 2023 e successivi. Agli oneri derivanti dal presente comma, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2022-2024 nell’ambito del programma ”Fondi di riserva e speciali” della missione ”Fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2022, allo scopo parzialmente utilizzando, l’accantonamento relativo al Ministero dell’università e della ricerca”.

7-ter. “A decorrere dall’anno accademico 2021/2022 i professori delle Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica di cui alla legge 21 dicembre 1999 n. 508 hanno titolo, su propria richiesta, a permanere in servizio fino al termine dell’anno accademico nel quale si è compiuto il settantesimo anno di età”.

Oppure il 103.19 (testo 2) dei senatori Russo, Maiorino, Vanin, Trentacoste, Campagna (M5S):

7-bis.” Ai fini del riconoscimento delle specifiche attività svolte e della valorizzazione delle competenze necessarie al raggiungimento, da parte delle istituzioni dell’alta formazione artistica musicale e coreutica di più elevati obiettivi nell’ambito della didattica, ricerca e terza missione, nonché a fini di tutela perequativa, a decorrere dall’anno 2022, nello stato di previsione del Ministero dell’Università e della Ricerca, è istituito un fondo, con dotazione iniziale pari a 30 milioni di euro, al fine di compensare, a parità di impegno orario, la differenza di trattamento retributivo tra il personale docente delle Istituzioni di Alta Formazione Artistica e Musicale e quello delle altre istituzioni di formazione superiore”.

7-ter. “A decorrere dall’anno accademico 2022/2023 i professori delle Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica di cui alla legge 21 dicembre 1999 n. 508, hanno titolo, su propria richiesta, a permanere in servizio fino al termine dell’anno accademico nel quale si è compiuto il settantesimo anno di età”.

Quelle ampie rassicurazioni ricevute sia da parte ministeriale che politica sono svanite, ahinoi, in una sola notte nella seduta n. 497 (ant.) del 21 dicembre u.s. della V Commissione Bilancio del Senato della Repubblica nella seduta conclusiva dell’esame, poiché sonoramente bocciate dal MEF e pertanto non approvate. Gli impegni assunti si sono rivelati solo promesse da marinaio e la politica, in modo trasversale, ha dimostrato ancora una volta di essere lontana dai problemi reali comportandosi come mercanti nel tempio. Indifferente e isolata nella sua torre d’avorio.

Fin qui il breve racconto di questa favola e del duro lavoro condotto in questi mesi. Un lavoro mortificato. Umiliato dalle decisioni dei nostri rappresentanti in Parlamento. Arriveranno, tra breve, i dottorati di ricerca, e tutta una serie di obblighi di certificazioni di qualità legate al terzo livello. Se le soluzioni prospettate non sono state prese in considerazione, come pensa il MUR che i docenti dell’AFAM porteranno avanti i nuovi, delicatissimi compiti? Con stipendi fermi da ventidue anni?

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