L’Atto di indirizzo del Ministero dell’Università e della Ricerca per l’anno 2027 dedica al sistema dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica alcuni passaggi di particolare rilievo. Il documento colloca l’AFAM all’interno delle strategie nazionali per la formazione superiore, la ricerca, l’innovazione e l’internazionalizzazione, riconoscendone il contributo alla crescita culturale e alla competitività del Paese.
La lettura del testo, tuttavia, restituisce un quadro articolato: accanto a impegni e prospettive importanti, emergono questioni decisive per il futuro delle istituzioni AFAM che non trovano nell’Atto una risposta esplicita. Il documento rappresenta dunque un riferimento programmatico significativo, ma non esaurisce l’agenda delle riforme necessarie.
- Il completamento della riforma del sistema AFAM
Tra gli impegni più direttamente riferiti all’AFAM, l’Atto indica il sostegno al completamento del percorso di riforma attraverso il monitoraggio dell’iter di approvazione e la successiva attuazione del nuovo regolamento sulla programmazione, lo sviluppo e la valutazione delle istituzioni AFAM.
Il documento richiama, in particolare, il provvedimento adottato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri il 23 luglio 2026. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la qualità, l’internazionalizzazione e i servizi agli studenti, valorizzando il ruolo delle istituzioni artistiche, musicali e coreutiche nel sistema nazionale della formazione superiore.
Si tratta di un passaggio centrale, perché la programmazione, lo sviluppo e la valutazione costituiscono strumenti essenziali per una crescita ordinata e strutturale delle istituzioni. L’Atto, tuttavia, si concentra sul completamento e sull’attuazione del percorso regolamentare, senza definire nel dettaglio le ulteriori misure necessarie per consolidare l’assetto complessivo del settore. - La ricerca AFAM entra tra le priorità strategiche
Un elemento particolarmente rilevante è rappresentato dalla sezione dedicata all’investimento nell’attività di ricerca delle istituzioni AFAM. Il documento prevede:
- l’introduzione dei ricercatori nelle dotazioni organiche;
- l’incremento e la valorizzazione dell’impegno orario dei docenti dedicato alla ricerca;
- la definizione di un quadro normativo in materia di programmazione e valutazione;
- l’avvio della valutazione della qualità della ricerca AFAM;
- l’eventuale utilizzo della qualità della ricerca come parametro per il riparto delle risorse e come elemento di premialità del personale, tenendo conto delle specificità del settore.
L’Atto prospetta inoltre una maggiore integrazione della ricerca AFAM nelle reti nazionali ed europee, nei dottorati, nei partenariati interdisciplinari e negli ecosistemi dell’innovazione. Vengono valorizzati i rapporti con le discipline STEAM, le industrie culturali e creative, le tecnologie digitali, la progettazione sostenibile e lo sviluppo di nuovi linguaggi di interazione tra scienza, tecnologia, arte e società.
La ricerca artistica viene quindi riconosciuta come componente della più ampia infrastruttura nazionale della conoscenza. Il punto di maggiore interesse è il passaggio da una concezione della ricerca come attività da promuovere a una prospettiva di progressiva integrazione nelle politiche di programmazione e valutazione del sistema.
- Dottorati e collaborazione con le università
L’Atto richiama il coinvolgimento delle istituzioni AFAM nei dottorati di ricerca e prevede il rafforzamento dei dottorati innovativi, industriali e di quelli realizzati in collaborazione con le istituzioni AFAM.
Il documento annuncia inoltre tavoli di approfondimento sul dottorato, con attenzione al welfare dei dottorandi, alla sostenibilità economica delle borse, allo stato giuridico del dottorando quale ricercatore in formazione e ai requisiti di accreditamento dei corsi.
Per l’AFAM, la partecipazione a questo processo può rappresentare un’opportunità di consolidamento della dimensione scientifica delle istituzioni e di sviluppo di percorsi di ricerca interdisciplinari. Resta però da verificare come tali indirizzi saranno tradotti in strumenti operativi, risorse e procedure compatibili con le peculiarità delle istituzioni artistiche, musicali e coreutiche.
- Diritto allo studio, inclusione e servizi agli studenti
L’Atto prevede misure di ampliamento dell’accesso alla formazione superiore, il sostegno agli studenti economicamente più fragili, l’incremento delle borse di studio e delle residenze per gli studenti fuori sede.
Per il sistema AFAM assume particolare rilievo il richiamo all’estensione dell’assegno di cura per le disabilità gravissime e al potenziamento delle risorse per l’assistenza qualificata. Il documento prevede inoltre il consolidamento dei servizi di counseling e dei presìdi di ascolto psicologico presso le istituzioni AFAM.
Sono indicati anche interventi per la digitalizzazione e la semplificazione amministrativa del diritto allo studio, nonché per il rafforzamento dei servizi agli studenti.
Queste misure affrontano aspetti essenziali della qualità della vita accademica e dell’effettività del diritto alla formazione. Tuttavia, l’Atto non sviluppa un quadro autonomo e dettagliato del diritto allo studio specificamente riferito alle esigenze degli studenti AFAM.
- Innovazione didattica, intelligenza artificiale e nuove competenze
L’Atto dedica ampio spazio all’innovazione dell’offerta formativa, alla diffusione delle competenze sull’intelligenza artificiale e alla collaborazione tra università, AFAM, enti di ricerca, imprese e territori.
Le istituzioni AFAM sono individuate come soggetti da coinvolgere nella formazione interdisciplinare sull’IA, nella valutazione delle sue implicazioni etiche, giuridiche e sociali, nella sperimentazione e nel trasferimento tecnologico.
Il documento richiama inoltre i Politecnici delle Arti, previsti dalla legge n. 508/1999, come modello di alta formazione capace di integrare teoria, laboratorio, ricerca applicata ed esperienza nei contesti produttivi.
L’apertura verso nuovi modelli formativi è significativa. Perché possa produrre risultati concreti, sarà però necessario assicurare alle istituzioni strumenti, competenze, infrastrutture e risorse adeguati.
- Internazionalizzazione e diplomazia culturale
L’Atto riconosce alle istituzioni AFAM un ruolo nella strategia di internazionalizzazione del sistema italiano della formazione superiore. Tra le azioni previste figurano l’aumento degli studenti internazionali, il reclutamento di ricercatori e docenti stranieri, l’internazionalizzazione dell’offerta formativa, lo sviluppo di programmi transnazionali e il rafforzamento dell’offerta in lingua inglese.
Il documento attribuisce inoltre all’AFAM una funzione nella diplomazia culturale italiana, valorizzandone il contributo alla diffusione internazionale del patrimonio artistico e creativo del Paese.
Si tratta di un riconoscimento importante della specificità culturale e produttiva del settore. Anche in questo caso, tuttavia, l’Atto non definisce un programma operativo autonomo per sostenere le istituzioni AFAM nell’affrontare i costi e le complessità dell’internazionalizzazione.
Le questioni ancora aperte: ciò che non emerge esplicitamente dall’Atto
La rilevanza degli impegni contenuti nel documento non elimina alcune assenze che meritano di essere evidenziate. Non si tratta necessariamente di una negazione delle problematiche del settore: l’Atto è un documento di indirizzo generale e non un provvedimento normativo esaustivo. Tuttavia, proprio perché orienta la programmazione ministeriale, le questioni non esplicitamente affrontate meritano attenzione.
- Il riconoscimento giuridico ed economico del personale AFAM
L’Atto dedica ampio spazio alla ricerca, al reclutamento e alle carriere nel sistema universitario, mentre non formula un analogo impegno esplicito per la definizione di un quadro organico relativo allo stato giuridico ed economico del personale docente AFAM.
Non emergono, in particolare, indicazioni specifiche sulla piena valorizzazione della funzione docente e sulle prospettive di armonizzazione del trattamento giuridico ed economico del personale AFAM con quello della formazione superiore, nel rispetto delle peculiarità artistiche, musicali e coreutiche.
Per un sistema che aspira a essere pienamente integrato nell’istruzione superiore, il tema della condizione professionale dei docenti e del personale tecnico-amministrativo rimane una questione strutturale da affrontare.
- Il finanziamento ordinario e la sostenibilità del sistema
Il documento insiste sulla sostenibilità degli investimenti, sul consolidamento dei risultati del PNRR e sulla programmazione delle risorse per la ricerca. Non viene però delineato uno specifico piano di rafforzamento del finanziamento ordinario delle istituzioni AFAM, né sono esplicitate misure dedicate alla copertura dei fabbisogni strutturali del comparto.
Restano quindi aperti i temi delle risorse necessarie per la didattica, la ricerca, il funzionamento amministrativo, le infrastrutture, la manutenzione degli edifici e l’aggiornamento delle dotazioni strumentali.
Il consolidamento dell’AFAM non può dipendere soltanto dalla capacità di intercettare finanziamenti straordinari o progettuali: richiede anche una base ordinaria stabile e adeguata alla missione istituzionale.
- Il reclutamento e la stabilizzazione del personale
L’Atto prevede l’introduzione dei ricercatori nelle dotazioni organiche AFAM e valorizza le carriere della ricerca. Non definisce però, in modo esplicito, una strategia complessiva per il reclutamento e la stabilizzazione del personale docente e tecnico-amministrativo delle istituzioni.
Non sono indicati obiettivi specifici relativi al superamento del precariato, alla programmazione pluriennale degli organici o alla copertura delle esigenze didattiche e amministrative.
Questi aspetti restano strettamente connessi alla qualità dell’offerta formativa e alla possibilità di programmare in modo credibile lo sviluppo delle istituzioni.
- Il diritto allo studio specifico per gli studenti AFAM
L’Atto affronta il diritto allo studio in termini generali e prevede alcune misure espressamente estese al sistema AFAM. Non emerge, tuttavia, una strategia organica dedicata alle specificità degli studenti delle istituzioni artistiche, musicali e coreutiche.
Tra i temi che richiederebbero un approfondimento rientrano l’accesso uniforme ai benefici, i servizi per gli studenti fuori sede, il sostegno alle attività formative che comportano costi aggiuntivi e l’adeguamento delle misure di inclusione alle diverse esigenze dei percorsi AFAM.
L’inclusione, per essere effettiva, deve tradursi in strumenti accessibili e adeguatamente finanziati in tutte le istituzioni del sistema. - La ricerca: riconoscimento e valutazione
Il documento compie un passo importante nell’inserire la ricerca AFAM nella programmazione nazionale. Rimane però da definire come la qualità della ricerca artistica sarà valutata tenendo conto delle sue specificità metodologiche, dei suoi prodotti e dei suoi linguaggi.
L’Atto non esplicita criteri, procedure e strumenti di valutazione specifici per il settore. Né definisce le modalità attraverso cui la ricerca AFAM potrà concorrere stabilmente al riparto delle risorse nazionali per la ricerca.
La questione non è soltanto tecnica: riguarda il riconoscimento della pluralità delle forme di produzione della conoscenza e la capacità del sistema di valorizzare risultati che non si esprimono esclusivamente attraverso i tradizionali indicatori bibliometrici.
- Autonomia, governance e semplificazione amministrativa
L’Atto richiama la necessità di rafforzare la qualità della governance e di completare il percorso di riforma dell’AFAM. Non dedica però uno sviluppo specifico alla revisione complessiva degli assetti di autonomia, alle responsabilità degli organi di governo e alla semplificazione delle procedure amministrative delle istituzioni.
Per il sistema AFAM, la sostenibilità della crescita passa anche dalla disponibilità di strumenti organizzativi adeguati, da una chiara distribuzione delle competenze e da procedure coerenti con la natura delle istituzioni.
- Patrimonio, infrastrutture e accessibilità
L’Atto richiama il consolidamento degli investimenti e la sostenibilità delle infrastrutture della ricerca. Non individua, tuttavia, un piano specifico per la tutela, la manutenzione e la valorizzazione del patrimonio edilizio, strumentale, archivistico e bibliografico delle istituzioni AFAM.
Restano da affrontare, in una prospettiva sistemica, le esigenze di adeguamento degli spazi didattici, di accessibilità, di sicurezza, di digitalizzazione e di conservazione del patrimonio culturale.
Questi interventi non sono semplici elementi di supporto: costituiscono condizioni necessarie per la qualità della formazione, della ricerca e della produzione artistica.
Un’agenda ancora da completare
L’Atto di indirizzo per il 2027 contiene elementi di rilievo per l’AFAM: il completamento della riforma del sistema, l’inserimento dei ricercatori nelle dotazioni organiche, la valorizzazione della ricerca, il rafforzamento dei dottorati, l’inclusione degli studenti, l’innovazione didattica e l’internazionalizzazione.
Il documento riconosce dunque che le istituzioni artistiche, musicali e coreutiche sono parte integrante della formazione superiore e della strategia nazionale della conoscenza. Il riconoscimento programmatico, tuttavia, dovrà essere accompagnato da misure concrete, tempi definiti e risorse adeguate.
Per l’ANDA, la questione centrale è contribuire a trasformare gli indirizzi generali in un’agenda organica per il settore: una prospettiva che tenga insieme qualità della formazione, dignità e valorizzazione del lavoro, ricerca, autonomia, diritto allo studio, sostenibilità finanziaria e tutela del patrimonio.
Il futuro dell’AFAM richiede che le aperture contenute nell’Atto diventino politiche strutturali. Solo in questo modo il sistema potrà esprimere pienamente il proprio ruolo nella cultura, nella formazione e nello sviluppo del Paese.












