AFAM, il Question Time: al centro lo status giuridico dei docenti

L’AFAM torna oggi al centro dell’agenda parlamentare. Nel corso del Question Time, la senatrice Mariastella Gelmini ha posto al Ministro dell’Università e della Ricerca una questione che riguarda uno dei nodi ancora irrisolti della riforma avviata con la legge n. 508 del 1999: il pieno riconoscimento dello status giuridico del personale docente delle istituzioni AFAM. L’interrogazione parte da una considerazione ormai difficilmente eludibile: in oltre venticinque anni il sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica ha conosciuto una profonda trasformazione, consolidando una funzione che va ben oltre la sola dimensione didattica. Conservatori, Accademie di belle arti, Accademia Nazionale di Danza, Accademia Nazionale d’Arte Drammatica e ISIA costituiscono oggi una rete nazionale di alta formazione, ricerca e produzione artistica, con una presenza capillare sul territorio e una crescente capacità di attrazione anche internazionale.
L’interrogazione parlamentare ha richiamato proprio il percorso compiuto negli ultimi anni verso una maggiore integrazione dell’AFAM nel sistema dell’alta formazione e della ricerca. Tra gli interventi ricordati figurano il nuovo regolamento sul reclutamento del personale, l’armonizzazione della denominazione dei titoli di studio con il sistema universitario, la revisione dei settori artistico-disciplinari, la regolamentazione della valutazione della ricerca e della produzione artistica e la rappresentanza dell’AFAM in ANVUR. Si tratta di passaggi che hanno progressivamente avvicinato l’ordinamento AFAM a quello universitario, rendendo tuttavia ancora più evidente la questione dello status del personale docente.
È precisamente su questo punto che si colloca il disegno di legge A.S. 1411, presentato dalla senatrice Gelmini e attualmente all’esame della 7ª Commissione permanente del Senato, insieme ad altre proposte legislative relative alla medesima materia dei Senatori Malan e Pirondini.
L’ANDA ha seguito e sostenuto questo percorso, condividendo l’esigenza di completare una riforma che non può considerarsi pienamente compiuta se alla progressiva equiparazione dei percorsi formativi e alla crescente integrazione delle istituzioni AFAM nel sistema della ricerca non corrisponde un coerente riconoscimento della funzione svolta dal corpo docente.
Il tema non riguarda soltanto una questione contrattuale o retributiva. Riguarda il riconoscimento istituzionale di una funzione professionale che comprende insegnamento, ricerca, produzione artistica, progettazione culturale e partecipazione alla vita scientifica delle istituzioni.
Nel suo intervento conclusivo, Gelmini ha sottolineato proprio questo aspetto, richiamando il ruolo dei docenti AFAM come soggetti che «ogni giorno insegnano, fanno ricerca e producono cultura» e collegando il riconoscimento dei titoli di studio alla necessità di affrontare anche la posizione giuridica ed economica del personale.
La non risposta del Ministro e il successivo intervento della senatrice rappresentano quindi un ulteriore passaggio nel confronto istituzionale sul tema. L’obiettivo indicato è quello di accompagnare il percorso parlamentare nel rispetto delle prerogative delle Camere, favorendo condizioni utili affinché l’iter legislativo possa procedere con tempi adeguati.
Per ANDA, il significato di questo passaggio è particolarmente rilevante. Ci dispiace che la Ministra non abbia voluto affrontare anche in questa occasione un tema che non è più possibile procrastinare.
L’Associazione ha sostenuto e ha collaborato alla stesura di alcuni di questi progetti di legge e all’odierna interrogazione parlamentare, e per cui si ringrazia sentitamente la Senatrice Gelmini, perché lo considera parte di un processo più ampio: portare a compimento la riforma dell’AFAM attraverso il riconoscimento della piena dignità istituzionale delle sue comunità accademiche.
Il Question Time di oggi riporta dunque la questione al centro del dibattito parlamentare e offre continuità a un percorso già avviato.
Per ANDA, la direzione è chiara: la riforma dell’AFAM non può fermarsi a metà del percorso. Il riconoscimento dei titoli, la ricerca, la valutazione, il reclutamento e l’integrazione nel sistema dell’alta formazione devono trovare un coerente completamento anche nella definizione dello status economico-giuridico del personale docente. Il confronto parlamentare rappresenta oggi uno dei luoghi istituzionali nei quali questa esigenza può essere tradotta in una soluzione normativa organica.
Dopo venticinque anni, il tema non è più quello di affermare la centralità dell’AFAM: è quello di dare a questa centralità un coerente riconoscimento giuridico dei propri professori.