Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) ha emanato l’Atto di indirizzo per l’anno 2026, documento strategico che definisce le priorità politiche e istituzionali che guideranno l’azione ministeriale nel prossimo triennio. All’interno di questo quadro, il sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM) viene più volte richiamato come ambito strutturale della formazione superiore, destinatario di interventi di riforma, investimento e sviluppo. Per l’ANDA, l’Atto rappresenta un passaggio rilevante, che merita un’attenta lettura soprattutto per le ricadute su didattica, ricerca, internazionalizzazione e condizioni di lavoro del personale docente.
AFAM e riforme di sistema: il richiamo alla Legge 508/1999
Tra le priorità politiche del MUR, l’Atto di indirizzo colloca esplicitamente il settore AFAM accanto all’Università e alla Ricerca, riconoscendo che è in corso una riforma ordinamentale e normativa di grande rilievo che incide sui tre pilastri dell’autonomia dei sistemi vigilati, tra cui la Legge 508/1999 per le Istituzioni AFAM. Questo passaggio conferma che il 2026 sarà un anno cruciale per il completamento e l’attuazione della riforma AFAM, ancora parziale sotto molti profili (governance, reclutamento, ricerca, valutazione), e rafforza la necessità di un coinvolgimento attivo delle rappresentanze del settore.
Diritto allo studio e inclusione: AFAM finalmente esplicitata
Nel capitolo dedicato al potenziamento dell’offerta formativa, l’Atto di indirizzo include in modo esplicito le Istituzioni AFAM in diverse misure strategiche:
- estensione e consolidamento delle politiche di diritto allo studio, con riferimento anche agli studenti AFAM;
- sostegno agli studenti con disabilità e DSA, richiamando l’estensione dell’assegno di cura anche al sistema AFAM;
- consolidamento dei servizi di counseling e benessere psicologico, da garantire stabilmente sia nelle Università sia nelle Istituzioni AFAM.
Si tratta di indicazioni politiche importanti, che riconoscono la piena appartenenza dell’AFAM al sistema della formazione superiore e pongono le basi per un superamento delle storiche disuguaglianze di trattamento rispetto all’Università.
Ricerca AFAM: un passaggio chiave
Uno dei punti più significativi per il settore AFAM emerge nella priorità dedicata all’allargamento della comunità di ricerca. L’Atto afferma chiaramente la necessità di:
- investire nell’attività di ricerca delle istituzioni AFAM;
- introdurre i ricercatori nelle dotazioni organiche;
- incrementare e valorizzare l’impegno orario dei docenti dedicato alla ricerca;
- definire un quadro normativo per la programmazione e la valutazione della ricerca AFAM;
- avviare una valutazione della qualità della ricerca, collegandola al riparto delle risorse e a meccanismi di premialità del personale.
Questo passaggio recepisce istanze da tempo avanzate dal settore e rappresenta un riconoscimento formale della ricerca come funzione istituzionale dell’AFAM, non più accessoria ma strutturale.
Dottorati e alta formazione artistica
Nel solco delle misure PNRR, l’Atto richiama il coinvolgimento delle istituzioni AFAM nei dottorati di ricerca, sottolineando la necessità di consolidarne gli effetti anche oltre la fase emergenziale del Piano. Il riferimento esplicito agli AFAM nei dottorati conferma il ruolo crescente dell’alta formazione artistica nei processi di produzione avanzata della conoscenza e nella valorizzazione dei talenti.
Internazionalizzazione e diplomazia culturale
Particolare attenzione viene riservata all’internazionalizzazione del sistema AFAM. Il MUR riconosce alle Istituzioni AFAM un ruolo strategico nella:
- possibilità di stabilirsi all’estero;
- diffusione del Made in Italy e del “Created in Italy”;
- costruzione di una vera diplomazia culturale, attraverso la formazione artistica e musicale di eccellenza.
Questo orientamento rafforza la dimensione internazionale dell’AFAM e ne valorizza la specificità come strumento di proiezione culturale del Paese.
L’Atto di indirizzo MUR per il 2026 contiene segnali politici rilevanti per il sistema AFAM, soprattutto sul terreno della ricerca, del diritto allo studio, dell’inclusione e dell’internazionalizzazione. Resta ora decisiva la traduzione di questi indirizzi in atti normativi, risorse adeguate e scelte amministrative coerenti.
In questo contesto, l’ANDA continuerà a monitorare l’attuazione delle politiche ministeriali, rivendicando il pieno riconoscimento del ruolo dei docenti AFAM e la piena equiparazione al sistema universitario.












