Il futuro dell’AFAM passa per il CNAM

Il grafico qui sopra esprime i risultati del sondaggio che l’ANDA ha predisposto qualche giorno fa. Ringraziamo sentitamente i docenti per averci dedicato il loro tempo. Il campione non ha pretesa di rappresentatività statistica, ma – premesso questo – la fotografia che ne risulta ci sembra comunque interessante, una piattaforma su cui iniziare a ragionare ed eventualmente discutere.

Interrogavamo i colleghi in merito ai loro desiderata per i primi e più urgenti indirizzi del CNAM, l’organismo mancante dal 2013 nel nostro settore, che si andrà finalmente ad eleggere alla fine di questo mese. Al primo posto, col 36,7%, chi ha votato chiede che si affronti il nodo delle retribuzioni. Come abbiamo già evidenziato (https://www.anda-afam.it/retribuzione/), si tratta di un problema molto spinoso, la cui mancata presa in carico è uno dei motivi per cui l’AFAM si ritrova in mezzo al guado, “tra color che son sospesi” come intitolavamo, senza una identità ben precisa almeno agli occhi di chi ci guarda.

Al secondo posto, col 18,4% compare l’altro annoso problema del settore, quello dei dottorati di ricerca. È strettamente collegato col primo perché è evidente che la questione dei salari viaggia di pari passo con uno status giuridico che finora al settore è stato sempre negato, e che passa obbligatoriamente dall’attivazione del Terzo livello. Alla consapevolezza di questo stato di cose è legato un dato che non appare nel grafico, ma che esplicitiamo qui. Chi mette al primo posto i fondi per la ricerca è ben l’8,1%: è il quarto punto, per importanza, e corrobora l’idea che i docenti AFAM abbiano ben chiara l’importanza che riveste il Terzo livello per il futuro del settore. Nel sondaggio erano escluse risposte multiple perché si cercavano indicazioni univoche per una eventuale azione al CNAM, ma qualcuno ha fatto pervenire l’indicazione che, se fosse stato possibile, avrebbe abbinato le due opzioni. Lo stesso è avvenuto per la questione delle biblioteche, che apparentemente ha ricevuto poche preferenze, ma che in realtà è stata assai penalizzata dall’esclusione di una risposta congiunta, come ci è stato fatto notare da alcuni di coloro che hanno dato la preferenza ai dottorati di ricerca, dispiaciuti di non poter unire ad essa anche questa opzione, fondamentale per la crescita del nostro settore e della ricerca.

Al terzo posto, col 16,3%, il problema del reclutamento. Praticamente tutti quelli che oggi sono di ruolo hanno dovuto affrontare una lunghissima Via Crucis di precariato, una piaga che già ci è costata censure da parte dell’UE, e che è bene risolvere una volta per tutte ridisegnando per il meglio l’intero processo. È necessario agire al più presto. Per la risoluzione di tutti i problemi qui presi in esame il CNAM può essere fondamentale: vi invitiamo perciò a votare e a scegliere per il meglio.

 

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