AFAM e Università: la sperequazione economica che attraversa l’intera carriera dei professori

Non è soltanto una differenza di stipendio: è una diversa valorizzazione della professionalità accademica L’AFAM è oggi parte integrante del sistema italiano dell’Alta Formazione. I titoli rilasciati dalle istituzioni AFAM hanno valore accademico con la medesima denominazione universitaria; i docenti svolgono attività didattica, di ricerca, produzione artistica e scientifica; le istituzioni partecipano a programmi nazionali e internazionali e sono chiamate a concorrere alla crescita culturale e scientifica del Paese.
Eppure, a fronte di questa progressiva convergenza delle funzioni, permane una profonda distanza nel trattamento economico dei professori AFAM rispetto ai docenti universitari. La questione non riguarda soltanto lo stipendio iniziale. La vera sperequazione emerge osservando l’intera traiettoria professionale: quanto si guadagna all’inizio, quanto si cresce economicamente nel corso della carriera e quale trattamento si raggiunge alla fine del percorso professionale.
È proprio questo confronto a rendere evidente la necessità di una revisione strutturale del sistema.
Il nuovo CCNL del comparto Istruzione e Ricerca ha aggiornato gli stipendi dei professori AFAM. Per il docente di prima fascia, la retribuzione tabellare annua lorda prevista dal 1° gennaio 2026 è la seguente:

Tabella 1 – Docente AFAM di prima fascia

Anzianità Retribuzione tabellare annua lorda 2026
0-2 anni € 30.280,92
3-8 anni € 31.367,65
9-14 anni € 34.651,67
15-20 anni € 37.913,70
21-27 anni € 40.276,68
28-34 anni € 42.832,38
oltre 35 anni € 45.366,95

Gli importi sono quelli ufficiali della tabella retributiva AFAM del CCNL 2025-2027. Il dato più significativo è quello finale: dopo oltre 35 anni di anzianità, la retribuzione tabellare annua lorda di un docente AFAM di prima fascia raggiunge € 45.366,95. È questo il valore che deve essere messo in relazione con la struttura economica della carriera universitaria. Nel sistema universitario il professore associato a tempo pieno dispone di un sistema di classi stipendiali che determina una progressione economica molto più ampia. Le tabelle ufficiali dell’Università degli Studi di Milano, aggiornate con decorrenza 1° gennaio 2025, indicano una retribuzione complessiva annua lorda di:

Tabella 2 – Professore associato a tempo pieno

Classe Retribuzione complessiva annua lorda
0 € 57.132,88
1 € 60.732,99
2 € 66.552,98
3 € 70.498,11
4 € 76.192,25
5 € 79.039,34
6 € 84.733,46
7 € 87.580,54
8 € 93.274,69
9 € 95.030,39
10 € 98.541,76
11 € 100.297,46
12 € 103.808,83

Fonte: Università degli Studi di Milano, trattamento economico dei professori associati, nuovo ordinamento, decorrenza 1° gennaio 2025.

Il confronto con il docente AFAM è immediatamente evidente. Per rendere il confronto leggibile, possiamo mettere a confronto due momenti emblematici della carriera.

Tabella 3 – Il confronto diretto

Posizione Retribuzione annua lorda
Docente AFAM, inizio carriera € 30.280,92
Professore associato, classe 0 € 57.132,88
Differenza € 26.851,96
Docente AFAM, oltre 35 anni € 45.366,95
Professore associato, classe 12 € 103.808,83
Differenza € 58.441,88

Il risultato è particolarmente significativo. All’inizio del percorso considerato, la differenza è già di circa 26.852 euro lordi all’anno. Nella fase avanzata della carriera, la differenza arriva a circa 58.442 euro lordi annui. In termini percentuali, il trattamento del professore associato alla classe 12 è oltre il 128% superiore rispetto alla retribuzione tabellare del docente AFAM di prima fascia oltre i 35 anni. Non siamo quindi di fronte a una semplice differenza marginale.

Siamo di fronte a due traiettorie economiche profondamente diverse.

La distanza diventa ancora più evidente se il confronto viene effettuato con la prima fascia universitaria. Le tabelle ufficiali dell’Università degli Studi di Milano indicano per il professore ordinario a tempo pieno:

Tabella 4 – Professore ordinario a tempo pieno

Classe Retribuzione complessiva annua lorda
0 € 81.409,69
1 € 89.619,23
2 € 95.202,82
3 € 103.221,10
4 € 107.230,24
5 € 115.248,50
6 € 119.257,62
7 € 127.275,91
8 € 129.748,21
9 € 134.692,81
10 € 137.165,11
11 € 142.109,73

Fonte: Università degli Studi di Milano, professori ordinari del nuovo ordinamento, decorrenza 1° gennaio 2025.

Anche in questo caso il confronto è eloquente.

Tabella 5 – AFAM e professore ordinario

Posizione Retribuzione annua lorda
Docente AFAM, oltre 35 anni € 45.366,95
Professore ordinario, classe 0 € 81.409,69
Differenza € 36.042,74
Professore ordinario, classe 11 € 142.109,73
Differenza rispetto AFAM € 96.742,78

Un professore ordinario alla classe 11 presenta dunque una retribuzione complessiva annua lorda superiore di oltre 96.700 euro rispetto alla retribuzione tabellare annua di un docente AFAM di prima fascia con oltre 35 anni di anzianità.

Il dato che dovrebbe maggiormente interessare il legislatore non è soltanto la differenza tra due stipendi. È la diversa capacità dei due sistemi di valorizzare economicamente la carriera.

Nel sistema AFAM, tra l’inizio e oltre 35 anni di anzianità, la retribuzione tabellare passa da: € 30.280,92 → € 45.366,95

con un incremento di circa: € 15.086 lordi annui.

Nel sistema universitario, invece, il professore associato a tempo pieno passa dalla classe 0 alla classe 12: € 57.132,88 → € 103.808,83

con un incremento di: € 46.675,95 lordi annui.

Tabella 6 – Ampiezza della progressione economica

Sistema Inizio percorso Fine percorso considerato Incremento
AFAM – docente prima fascia € 30.280,92 € 45.366,95 € 15.086,03
Università – professore associato € 57.132,88 € 103.808,83 € 46.675,95
Università – professore ordinario € 81.409,69 € 142.109,73 € 60.700,04

La differenza non è quindi soltanto quantitativa. È strutturale. Il sistema universitario collega l’attribuzione delle classi stipendiali alla valutazione dell’impegno didattico, scientifico e gestionale del professore. L’Università degli Studi di Milano, ad esempio, ha aggiornato nel 2026 il proprio regolamento per la valutazione dell’impegno didattico, di ricerca e gestionale ai fini dell’attribuzione delle classi stipendiali. Questo aspetto è fondamentale. La carriera accademica universitaria non considera il docente soltanto come titolare di ore di lezione. La progressione è collegata a un modello professionale nel quale assumono rilievo:

  • attività didattica;
  • ricerca scientifica;
  • responsabilità istituzionali;
  • attività gestionale;
  • partecipazione alla vita accademica.

È proprio questo modello che dovrebbe essere progressivamente riconosciuto anche nell’AFAM. Gli incrementi ottenuti con il nuovo contratto sono importanti. Il CCNL 2025-2027 porta infatti la retribuzione tabellare del docente AFAM di prima fascia oltre i 35 anni da € 44.429,99 nel 2025 a € 45.366,95 nel 2026 e a € 46.196,03 nel 2027. Ma questi aumenti non eliminano la sperequazione strutturale. Il problema è più profondo. Il sistema AFAM necessita di una vera riforma della carriera docente.

Una riforma che riconosca economicamente:

  • la progressione professionale;
  • l’anzianità;
  • la ricerca;
  • la produzione scientifica e artistica;
  • le responsabilità istituzionali;
  • il coordinamento;
  • la progettazione;
  • la partecipazione agli organi accademici;
  • le attività nazionali e internazionali.

La differenza retributiva non si esaurisce nella busta paga. Una retribuzione strutturalmente più bassa significa, nel corso della carriera, una diversa base imponibile previdenziale. Questo elemento assume particolare rilievo in un sistema nel quale la componente contributiva determina una parte significativa della prestazione pensionistica. La sperequazione economica diventa quindi anche una sperequazione previdenziale potenziale. Una carriera AFAM economicamente meno valorizzata può significare: minore retribuzione → minore contribuzione → minore montante contributivo → possibile minore trattamento pensionistico. Per questa ragione il tema dell’equiparazione non può essere affrontato esclusivamente in termini di stipendio mensile.
Allora quale trattamento economico deve essere riconosciuto a chi svolge funzioni di docenza superiore all’interno del sistema pubblico della formazione accademica? L’Università rappresenta un modello di riferimento perché dispone di un sistema strutturato di carriera economica. L’AFAM deve poter costruire un analogo sistema di valorizzazione, coerente con la propria specificità. Occorre superare progressivamente la logica secondo cui la valorizzazione economica del docente AFAM è legata prevalentemente alla quantità di didattica frontale. È necessario introdurre una carriera accademica AFAM economicamente strutturata, nella quale la retribuzione riconosca l’insieme delle attività che caratterizzano la professione.

Una possibile direttrice potrebbe essere:

Primo livello
Retribuzione iniziale coerente con il livello accademico della funzione docente.

Secondo livello
Progressione economica legata all’anzianità e alla valutazione della professionalità.

Terzo livello
Riconoscimento dell’attività scientifica, artistica e progettuale.

Quarto livello
Valorizzazione delle responsabilità istituzionali e gestionali.

Quinto livello
Progressione economica finale coerente con quella delle altre figure della formazione superiore.

Tabella 7 – La forbice della retribuzione

AFAM Università – associato Università – ordinario
Inizio carriera / classe 0 € 30.280,92 € 57.132,88 € 81.409,69
Posizione avanzata € 45.366,95 € 103.808,83 € 142.109,73
Incremento nel percorso € 15.086,03 € 46.675,95 € 60.700,04
Retribuzione finale rispetto ad AFAM + € 58.441,88 + € 96.742,78

AFAM: dati tabellari 2026. Università: ultime tabelle ufficiali disponibili con decorrenza 1° gennaio 2025. Il confronto è effettuato sulle retribuzioni lorde annue del dipendente e non sul costo complessivo dell’amministrazione.

Di fronte a questi numeri, la domanda non può più essere rinviata: quanto vale realmente, per lo Stato, la professionalità di un docente AFAM? Perché se un docente di prima fascia, dopo oltre 35 anni di servizio, raggiunge una retribuzione tabellare annua lorda di € 45.366,95, mentre un professore associato universitario può arrivare a € 103.808,83 e un ordinario a € 142.109,73, è evidente che non siamo di fronte a una differenza marginale.

Siamo di fronte a una diversa architettura della carriera accademica. E questa architettura deve essere ripensata.

Per anni il sistema AFAM ha progressivamente assunto caratteristiche proprie della formazione superiore: titoli accademici, ricerca, internazionalizzazione, progettazione, partecipazione a programmi competitivi, valorizzazione del patrimonio, produzione artistica e scientifica. Ma la trasformazione istituzionale non può fermarsi alle funzioni. Deve arrivare anche al riconoscimento della professionalità. Non è possibile chiedere ai docenti AFAM di essere pienamente professori dell’Alta Formazione quando si parla di responsabilità e di considerarli ancora docenti di un comparto differente quando si parla di carriera economica. Il superamento della sperequazione è quindi una questione di coerenza istituzionale.

I dati parlano con chiarezza. Il docente AFAM di prima fascia parte da una retribuzione significativamente inferiore a quella del professore universitario e, soprattutto, dispone di una progressione economica molto più compressa. Il nuovo CCNL rappresenta un passo avanti, ma non risolve la distanza strutturale. La vera sfida è ora costruire una carriera docente AFAM nella quale professionalità, anzianità, ricerca, produzione artistica, responsabilità e qualità del lavoro trovino un adeguato riconoscimento economico. L’obiettivo non è ottenere un privilegio. È ristabilire un principio di equità. A parità di livello della formazione, di responsabilità accademiche e di qualificazione professionale, non può esistere una differenza strutturale e permanente nel valore economico riconosciuto al lavoro docente. L’AFAM ha ormai acquisito pienamente il diritto a essere considerata una componente della formazione superiore italiana. Ora deve essere riconosciuta come tale anche nella carriera, nella retribuzione e nella dignità professionale dei suoi professori.

 Legenda:
– I dati AFAM sono tratti dalle tabelle retributive del CCNL del comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027, con particolare riferimento alla docenza di prima fascia e agli importi dal 1° gennaio 2026.
– I dati relativi ai professori universitari sono tratti dalle tabelle ufficiali dell’Università degli Studi di Milano relative al nuovo ordinamento della legge 240/2010, con decorrenza 1° gennaio 2025 e aggiornamento disposto dal DPCM 4 luglio 2025.
– Il confronto utilizza la retribuzione complessiva annua lorda del dipendente. Non viene utilizzato il costo complessivo per l’amministrazione, che comprende oneri sociali e IRAP e costituisce una grandezza contabile diversa.