Nel corso dell’ultimo convegno annuale dell’ANDA di Alessandria (17-19 ottobre 2025), avevamo affrontato, in modo diretto e approfondito, con il Senatore Luca Pirondini, il tema dell’equiparazione giuridica ed economica dei docenti AFAM ai docenti universitari, in un confronto franco e costruttivo che aveva posto al centro l’urgenza di un intervento legislativo organico e risolutivo.
In quella sede, l’ANDA aveva ribadito con forza come la persistente disparità di trattamento tra il sistema universitario e quello dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica rappresenti una delle più gravi e annose criticità del comparto, rimasta irrisolta nonostante la riforma avviata con la legge 508/1999. Avevamo inoltre evidenziato come una proposta normativa in materia – in qualche modo speculare e parallela a quella già presentata dal Senatore Lucio Malan (ddl 1497)– potesse costituire l’occasione per una convergenza parlamentare ampia e trasversale su un obiettivo condiviso: il pieno riconoscimento del ruolo accademico delle istituzioni AFAM e del loro personale docente.
A distanza di pochi giorni dall’evento alessandrino il Senatore Pirondini, già in altre occasioni attento e sensibile alle istanze del settore, aveva recepito le sollecitazioni dell’ANDA e dell’intero comparto AFAM, depositando il 28 ottobre 2025 al Senato il disegno di legge recante “Disposizioni in favore delle istituzioni dell’alta formazione artistica e musicale (AFAM), nonché per l’equiparazione giuridica ed economica dei docenti delle medesime istituzioni ai docenti universitari” ddl 1701.
Il provvedimento – ora incardinato in sede redigente presso la VII commissione permanente (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica) del Senato della Repubblica il 26 febbraio 2026 – rappresenta un passaggio di straordinaria rilevanza politica e istituzionale. Esso affronta in maniera sistematica i nodi strutturali del sistema AFAM:
- il riconoscimento dello stato giuridico dei docenti in regime di diritto pubblico, in analogia con i professori universitari;
- l’equiparazione del trattamento economico e previdenziale;
- il superamento dell’anacronistico comparto contrattuale separato;
- il riconoscimento delle istituzioni AFAM come enti di ricerca a pieno titolo;
- la ridefinizione ordinamentale dei titoli accademici, con l’assunzione della denominazione di “laurea” e “laurea magistrale”.
Si tratta di un impianto normativo che non si limita a un mero riallineamento stipendiale, ma ridisegna complessivamente la collocazione dell’AFAM nel sistema dell’istruzione superiore italiana, colmando un vuoto legislativo che dura da oltre venticinque anni.
È opportuno ricordare che il Senatore Pirondini ricopre altresì il ruolo di Presidente dell’Intergruppo parlamentare per l’AFAM, una sede di confronto istituzionale che negli ultimi mesi ha rappresentato un importante punto di raccordo tra Parlamento e settore. In tale contesto, l’azione dell’ANDA è stata costante e sistematica: incontri, dossier tecnici, proposte emendative, comparazioni normative, interlocuzioni con i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione.
L’ANDA, infatti, non ha mai limitato la propria azione alla sola denuncia delle criticità, ma ha svolto e continua a svolgere un intenso lavoro di elaborazione legislativa, supporto tecnico e pressione istituzionale quotidiana, affinché la questione dell’equiparazione non venga più rinviata o affrontata in modo frammentario.
In questi mesi abbiamo sollecitato con determinazione tutti i gruppi parlamentari a farsi carico di una riforma strutturale, evidenziando come la valorizzazione dell’AFAM non sia una questione corporativa, ma una scelta strategica per il Paese. Le istituzioni artistiche e musicali rappresentano infatti un presidio culturale fondamentale, un motore di ricerca e produzione artistica, un settore ad alto valore identitario e internazionale.
L’incardinamento del disegno di legge costituisce dunque un primo risultato concreto di questo lavoro collettivo. Ora è necessario che l’iter parlamentare possa avviarsi rapidamente e che si creino le condizioni per una convergenza ampia, capace di tradurre in norma ciò che da tempo è riconosciuto sul piano culturale e accademico: la piena dignità universitaria del sistema AFAM.
L’ANDA continuerà a seguire con attenzione ogni fase del percorso legislativo, offrendo il proprio contributo tecnico e scientifico, e mantenendo alta l’attenzione pubblica su una riforma che riguarda non solo i docenti, ma l’intero futuro dell’alta formazione artistica e musicale in Italia.
La strada è ancora impegnativa, ma il deposito e l’avvio dell’esame parlamentare del DDL rappresentano un segnale politico significativo. È il frutto di un lavoro paziente, coerente e responsabile che l’ANDA porta avanti da anni e che oggi trova un riconoscimento istituzionale concreto.












